Franchigia relativa e franchigia assoluta: caratteristiche e differenze

L’assicurazione è uno strumento essenziale per la gestione dei rischi, e le franchigie rappresentano una componente cruciale delle polizze assicurative.

Quando si parla di franchigie è necessario suddividerle in due gruppi: la franchigia relativa e la franchigia assoluta. Queste due forme differiscono significativamente nella loro applicazione e nel loro impatto sia per l’assicurato che per l’assicuratore.

Nel presente articolo esploreremo i dettagli e le differenze sostanziali tra le due forme di franchigia, presentando alcuni semplici esempi pratici al fine di comprenderne meglio le peculiarità.

È fondamentale identificare la differenza tra le due tipologie di franchigia per capire in maniera approfondita come queste influenzano il rischio assunto e la gestione dei sinistri stradali.

Nell’articolo esploreremo inoltre come la franchigia influenzi e abbia un certo impatto sul comportamento degli assicurati.

 

Sommario:

Franchigia relativa e franchigia assoluta: caratteristiche e differenze

Quanti tipi di franchigia ci sono e a cosa serve la franchigia?

Differenza tra franchigia relativa e franchigia assoluta

Quando si applica la franchigia assoluta?

Quando si applica la franchigia relativa?

Come scegliere la franchigia?

Se non pago la franchigia cosa succede?

 

Quanti tipi di franchigia ci sono e a cosa serve la franchigia?

Prima di entrare nello specifico delle tipologie di franchigia esistenti, è necessario comprendere innanzitutto cosa si intende con questo termine più nello specifico.

Le franchigie assicurative sono degli importi che definiscono la partecipazione dell’assicurato al rischio e possono variare notevolmente a seconda del tipo di polizza e della compagnia assicurativa scelta.

Sostanzialmente, la franchigia rappresenta la parte di danno risarcibile in caso di sinistro stradale, espressa in importo fisso e predeterminato, che rimane a carico dell’assicurato e che viene detratta dall’indennizzo per ogni sinistro che lo vede coinvolto.

Le polizze assicurative per auto, moto e autocarri che includono una franchigia risultano essere più convenienti rispetto a quelle senza, poiché la presenza di questa clausola permette alle compagnie di offrire uno sconto sul premio annuo.

Nonostante ciò, optare per una polizza con franchigia appare più vantaggioso specialmente per i guidatori più prudenti e responsabili, i quali hanno meno probabilità di essere coinvolti in incidenti stradali.

Ma veniamo ora alla domanda iniziale: quanti tipi di franchigia ci sono?

Come già menzionato, si distinguono due tipi di franchigia: assoluta e relativa. Prima di esplorare in dettaglio queste differenze, è importante chiarire come i meccanismi di franchigia fungano da strumento per distribuire il rischio tra assicuratore e assicurato, incentivando comportamenti più cauti da parte di quest’ultimo.

Differenza tra franchigia relativa e franchigia assoluta

Ora che abbiamo compreso cosa si intende con il termine “franchigia assicurativa” vediamo quali sono le differenze tra la franchigia assoluta e la franchigia relativa.

La franchigia assoluta chiamata anche franchigia fissa, nasce da un accordo tra assicurazione e contraente al momento della stipula del contratto. In fase di contratto viene stabilita una somma fissa a carico dell’assicurato.

Se il danno del sinistro stradale è pari o inferiore all’importo concordato, non si ha diritto ad alcun risarcimento. Tuttavia, se il danno supera l’importo della franchigia assoluta, l’assicurato ha il diritto a un risarcimento che corrisponde alla differenza tra il totale del danno e l’importo della franchigia.

Prima di esaminare alcuni esempi pratici, definiamo il concetto di franchigia relativa.

Nella franchigia relativa, se il danno è pari o inferiore all’importo della franchigia, non viene erogato alcun risarcimento. Tuttavia, se il danno supera l’importo della franchigia, l’assicurato riceverà il risarcimento per l’intero importo del danno.

Quando si applica la franchigia assoluta?

La franchigia assoluta, come abbiamo visto, è un meccanismo assicurativo che si applica qualora si verificasse un sinistro coperto da polizza. Ripetiamo ancora una volta che in questo caso, la somma stabilita contrattualmente rimane a carico dell’assicurato.

L’assicurazione interviene coprendo solamente la parte del danno che supera l’importo della franchigia prestabilita.

Vediamo un esempio:

  • Se la franchigia assoluta è di 500 euro e il danno ammonta a 1000 euro, l’assicurato pagherà i primi 500 euro, mentre l’assicurazione coprirà i restanti 500 euro.
  • Se, dall’altro canto, la franchigia assoluta è di 500 euro e il danno ammonta a 400 euro, non è invece previsto alcun risarcimento, e quindi il pagamento ricadrà interamente sull’assicurato.

Questa clausola è comune nelle polizze auto e serve a ridurre per quanto possibile il numero di sinistri stradali di lieve entità gestiti dall’assicuratore, abbassando così il costo del premio assicurativo annuo per l’assicurato.

Quando si applica la franchigia relativa?

Passando ora alla franchigia relativa, abbiamo visto come essa rappresenti la clausola assicurativa che trova applicazione solo quando il danno supera un certo valore di soglia.

Sulla base di ciò, infatti, se il danno è inferiore o uguale alla franchigia concordata, l’assicurato non ha diritto ad alcun rimborso. Al contrario, se il danno eccede la soglia concordata, l’assicurazione si impegna a coprire l’intero importo del danno.

Facciamo anche in questo caso un esempio:

  • Se la franchigia relativa è di 300 euro e il danno ammonta a 250 euro, non è previsto nessun risarcimento.
  • Se la franchigia relativa è di 300 euro e il danno in questo caso ammonta a 1000 euro, l’assicurato ha il diritto a ricevere il risarcimento completo da parte della compagnia assicurativa.

Anche in questo caso, la franchigia relativa è adoperata per scoraggiare la presentazione di richieste di risarcimento per danni minori, mantenendo così i costi delle polizze più contenuti e sostenibili.

Come scegliere la franchigia?

Ora che abbiamo visto cosa si intende per franchigia assoluta e cosa per franchigia relativa, definiamo come scegliere la tipologia più conveniente. Scegliere l’importo della franchigia in una polizza assicurativa è una decisione importante che dipende da vari fattori.

È essenziale valutare con attenzione le condizioni della polizza prima di sottoscrivere un contratto assicurativo che preveda una franchigia. Analizzare il rapporto tra benefici, come gli sconti applicati al premio, e i rischi, inclusi i potenziali pagamenti in caso di sinistro, è fondamentale.

Considerare la frequenza con cui si potrebbe richiedere il risarcimento, nonché la propria capacità di gestire le spese immediate dopo un sinistro, sono tutti fattori da prendere in considerazione.

Scegliere una franchigia che si allinei alla propria situazione finanziaria e al livello di tolleranza al rischio, è cruciale al fine di garantire una copertura adeguata senza compromettere ugualmente la propria sicurezza economica.

Se non pago la franchigia cosa succede?

Come già esplicato, la franchigia, definita al momento della stipula del contratto di polizza, è l’importo che l’assicurato deve coprire in caso di sinistro stradale.

Ma cosa succede se non si paga la franchigia? Non è possibile evitare il pagamento di questa poiché la stessa viene automaticamente dedotta dall’importo del risarcimento fornito dall’assicurazione.

Pertanto, se non viene coperta la franchigia, ciò che accade è semplicemente che il risarcimento ricevuto sarà ridotto dell’importo della franchigia. In pratica, l’assicurato riceverà meno denaro per coprire il danno, dovendo quindi sostenere una parte del costo direttamente e personalmente.

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