Hai denunciato il sinistro, ti hanno detto che verrà un perito e da giorni non si fa vivo nessuno. È una delle situazioni che generano più ansia, di solito per un motivo semplice: si guarda alla scadenza sbagliata.
Il termine che la norma fissa non riguarda il giorno del sopralluogo. Riguarda il momento entro cui la compagnia deve formulare un’offerta o spiegarti perché non la formula. Capito questo, l’attesa diventa gestibile.
Il termine che conta davvero
L’articolo 148 del Codice delle Assicurazioni Private, il D.Lgs. 209/2005, stabilisce entro quanto l’impresa deve rispondere alla tua richiesta di risarcimento. I termini decorrono dalla ricezione della richiesta completa:
- 60 giorni per i danni a cose.
- 30 giorni per i danni a cose se la richiesta è accompagnata dal modulo di constatazione amichevole firmato da entrambi i conducenti.
- 90 giorni per i danni alla persona.
La perizia è un passaggio interno a questa finestra. La compagnia la organizza per poter rispondere nei termini, quindi ha tutto l’interesse a farla in tempi ragionevoli. Il tuo riferimento resta la scadenza dell’offerta, non la data del sopralluogo.
Chi è il perito e chi lo incarica
Il perito che viene a vedere la tua auto è incaricato e pagato dalla compagnia. Non è un tuo consulente e non è un arbitro: è un tecnico che redige una stima per conto di chi gli ha conferito l’incarico.
Questo non significa che lavori contro di te. Significa che il suo mandato è quantificare il danno secondo criteri e listini di riferimento, non ottenere per te il risultato migliore. Saperlo aiuta a impostare correttamente il rapporto: al sopralluogo si portano elementi tecnici, non argomentazioni.
Nella prassi l’incarico viene affidato a professionisti esterni o a società di periti convenzionate, che coprono un’area geografica. È uno dei motivi per cui i tempi variano molto da zona a zona e da periodo a periodo: dopo una grandinata estesa, per esempio, i carichi di lavoro si moltiplicano.
Il veicolo va tenuto a disposizione
Qui c’è un obbligo che ricade su di te ed è bene conoscerlo. La norma prevede che il danneggiato metta il veicolo a disposizione per l’ispezione diretta, in modo che l’entità del danno possa essere accertata prima delle riparazioni.
In pratica significa non far partire i lavori appena presentata la richiesta. L’articolo 148 del Codice delle Assicurazioni Private stabilisce che le cose danneggiate restino disponibili per non meno di cinque giorni non festivi, ed è entro quella finestra che le operazioni di accertamento del danno devono comunque essere completate.
Da qui discendono due conseguenze pratiche. La prima: puoi procedere alla riparazione solo dopo lo spirare di quel termine, oppure prima se l’accertamento si è già concluso. La seconda: se ripari il veicolo senza averlo messo a disposizione, l’assicuratore valuta il danno solo previa presentazione della fattura che attesti gli interventi riparativi effettuati. Non perdi il diritto al risarcimento, ma la quantificazione parte da un documento contabile invece che dal danno visto di persona.
I dieci giorni di cui si parla online
Molte ricerche partono dalla convinzione che il perito abbia dieci giorni per presentarsi. È un numero che circola parecchio ma che non corrisponde a un termine generale scritto nella norma in questa forma.
Non prendere quel numero come riferimento. Se ti serve una data certa, chiedila alla compagnia in forma scritta indicando il numero di sinistro: la risposta che ricevi vale più di qualunque termine letto in giro.
Cosa fare mentre aspetti
L’attesa non è tempo vuoto. È il momento in cui costruisci il fascicolo che poi regge tutta la pratica.
- Fotografa tutto, subito. Il danno nel suo insieme, poi ogni parte da vicino. Includi una foto della targa e una del contachilometri.
- Non riparare nulla prima dell’accertamento, salvo quanto strettamente necessario per mettere in sicurezza il veicolo.
- Fatti fare un preventivo dettagliato dall’officina, diviso per manodopera, ricambi e materiali.
- Conserva ogni comunicazione, con data e numero di protocollo.
- Annota da quando il veicolo è fermo: serve se vuoi far valere il fermo tecnico.
Se il veicolo non è in condizione di circolare, segnalalo nella richiesta: è un elemento che incide sulla priorità con cui viene organizzato il sopralluogo.
La perizia a distanza
Su danni di piccola entità molte compagnie propongono ormai un accertamento documentale, basato sulle fotografie che invii tramite app o portale, senza sopralluogo fisico. È una prassi che accorcia sensibilmente i tempi.
Funziona bene quando il danno è superficiale e completamente visibile. Funziona meno quando c’è il sospetto di lesioni sotto la lamiera o quando sono coinvolti componenti che richiedono taratura. In quei casi puoi chiedere che l’accertamento avvenga di persona, motivando la richiesta con elementi tecnici: una foto non mostra una traversa deformata.
Se aderisci alla procedura a distanza, cura la qualità delle immagini come se dovessero sostituire l’occhio di un tecnico, perché è esattamente quello che fanno. Foto sfocate o parziali producono stime approssimate.
Come sollecitare in modo utile
Le telefonate al call center lasciano poca traccia. Se i giorni passano, passa allo scritto.
Una comunicazione efficace contiene pochi elementi, tutti verificabili:
- Numero di sinistro e data della denuncia.
- Data in cui la richiesta è stata completata con tutti i documenti.
- Indirizzo dove il veicolo è disponibile per l’ispezione e orari di accesso.
- Richiesta esplicita di indicare una data per il sopralluogo.
Manda tutto con un mezzo che dia prova della ricezione. Se un termine viene superato, quella prova è l’unico elemento che ti permette di dimostrarlo.
Un dettaglio che pesa più di quanto sembri: indica una disponibilità ampia per il sopralluogo, non una singola fascia oraria. Le agende dei periti si costruiscono per zona e per giro, e un veicolo disponibile tutti i giorni feriali entra in calendario prima di uno visitabile solo il martedì mattina.
Se l’auto è ferma in officina, comunica direttamente l’indirizzo dell’officina come luogo dell’ispezione e lascia i riferimenti telefonici del riparatore. Nella pratica il perito preferisce concordare l’appuntamento con chi è lì tutti i giorni, e questo accorcia i tempi più di qualunque sollecito.
Quando il perito arriva
Il sopralluogo dura in genere poco. Il perito verifica la compatibilità del danno con la dinamica dichiarata, misura l’estensione, individua i pezzi da sostituire e quelli riparabili, poi redige la stima.
Due cose che ti conviene fare in quel momento:
- Esserci, o farti rappresentare dall’officina. Un carrozziere che segue l’accertamento può indicare subito operazioni che dall’esterno non si vedono, come deformazioni di lamiere interne o tarature elettroniche necessarie dopo l’intervento.
- Chiedere copia della stima. È il documento su cui poi si costruisce l’offerta e ti serve per il confronto con il preventivo.
Se emergono danni ulteriori solo durante lo smontaggio, vanno documentati con foto e segnalati prima di procedere. È una situazione frequente e gestibile, purché non si intervenga prima di averla comunicata.
I danni che si vedono solo smontando
Una perizia fatta a veicolo integro fotografa quello che è visibile. Molto di quello che conta, però, sta sotto.
Le situazioni più ricorrenti sono queste:
- Traversa e assorbitori dietro al paraurti. Il rivestimento esterno sembra intatto o poco segnato, mentre la struttura dietro ha ceduto.
- Staffe e supporti dei gruppi ottici. Si rompono con urti anche modesti e si vedono solo togliendo il faro.
- Tarature dei sistemi di assistenza alla guida. Dopo un intervento su paraurti, parabrezza o specchi, radar e telecamere vanno riallineati con procedura strumentale.
- Deformazioni delle lamiere interne, non rilevabili senza smontaggio dei rivestimenti.
La gestione corretta è sempre la stessa: fermarsi, fotografare, comunicare, attendere il riscontro. Un danno emerso in corso d’opera e documentato è un elemento tecnico; lo stesso danno riparato e segnalato dopo diventa difficilmente verificabile.
Dove ci inseriamo noi
Nella pratica quotidiana ci occupiamo proprio di questa fase: teniamo il veicolo a disposizione, concordiamo la data con il perito, siamo presenti al sopralluogo e forniamo la documentazione tecnica e fotografica. È un lavoro che facciamo da oltre trent’anni e che per te non ha costo.
Se vuoi vedere l’intero percorso, dalla denuncia alla consegna, lo trovi nella sezione sinistri. Sulla parte tecnica di officina abbiamo raccolto tutto nella pagina riparazione carrozzeria. Se invece devi ancora aprire la pratica, parti da denuncia di un sinistro: cosa fare subito.
Portaci il veicolo o mandaci le foto: prepariamo il preventivo dettagliato e ci mettiamo in contatto noi con la compagnia. Da quel momento l’attesa non è più un problema tuo: sappiamo con chi parlare e cosa serve per far avanzare la pratica.
Nota. I termini richiamati sono quelli del D.Lgs. 209/2005 e possono variare in base al tipo di sinistro. Questo articolo ha carattere informativo e non costituisce assistenza legale.





