Liquidazione del sinistro: tempi, modalità di pagamento e proposta della compagnia

Il perito è passato, l’auto è stata vista, la pratica è aperta. Adesso aspetti la parte che interessa davvero: quanto ti riconoscono e quando arrivano i soldi. È la fase in cui si accumulano più telefonate a vuoto, quasi sempre perché non si sa cosa succede dietro le quinte.

Qui trovi la sequenza completa, i termini previsti dalla norma e le modalità con cui la somma viene materialmente pagata.

Entro quanto deve arrivare la proposta

Il Codice delle Assicurazioni Private, all’articolo 148 del D.Lgs. 209/2005, stabilisce i termini entro cui l’impresa deve formulare un’offerta oppure comunicare i motivi per cui non la formula. I termini decorrono dalla ricezione della richiesta di risarcimento completa.

  • 60 giorni per i danni a cose.
  • 30 giorni per i danni a cose quando la richiesta è accompagnata dal modulo di constatazione amichevole sottoscritto da entrambi i conducenti.
  • 90 giorni per i danni alla persona.

Due precisazioni che fanno la differenza nella pratica. La prima: il conteggio parte da quando la richiesta è completa, quindi ogni documento mancante sposta in avanti il punto di partenza. La seconda: il termine riguarda l’obbligo di rispondere, non l’obbligo di accordarti quello che chiedi. Una contestazione motivata è una risposta a tutti gli effetti.

Cosa succede tra la perizia e l’offerta

Nel mezzo c’è una lavorazione interna che spiega buona parte dell’attesa. La sequenza tipica è questa:

  1. Il perito completa il sopralluogo e trasmette la relazione con la stima del danno.
  2. L’ufficio sinistri verifica la copertura, la dinamica e l’attribuzione della responsabilità.
  3. Viene definito l’importo, tenendo conto di franchigie, scoperti e massimali previsti dalla polizza.
  4. Ti viene comunicata la proposta, in genere per posta o tramite l’area riservata.
  5. Se accetti, si apre la fase di pagamento.

Il passaggio più lento è quasi sempre il secondo, in particolare quando la responsabilità non è pacifica o quando manca una firma sul modulo di constatazione. In questi casi la compagnia deve raccogliere elementi ulteriori prima di prendere posizione.

Franchigia e scoperto: perché ricevi meno del preventivo

Capita spesso di ricevere una cifra inferiore al danno stimato senza che nessuno abbia contestato la stima. Nella maggior parte dei casi la spiegazione sta nelle condizioni di polizza, non in un errore.

  • La franchigia è la quota fissa che resta a tuo carico. Se la franchigia è di 500 euro e il danno riconosciuto è di 2.000, ricevi 1.500.
  • Lo scoperto è una percentuale del danno che resta a tuo carico, spesso con un minimo garantito.
  • Il massimale è il tetto oltre il quale la compagnia non risponde.

Sono valori scritti nel tuo contratto e li puoi verificare da solo. Se l’importo che ricevi non torna nemmeno considerandoli, allora vale la pena chiedere il dettaglio del calcolo.

Come avviene il pagamento

Nella prassi corrente il bonifico è la modalità più diffusa. Serve un IBAN intestato all’avente diritto, cioè al proprietario del veicolo o al soggetto indicato come beneficiario nella pratica.

Attenzione a un dettaglio che blocca molte pratiche: se l’intestatario del conto non coincide con l’intestatario del veicolo, la compagnia chiede una liberatoria o una delega scritta. È il motivo più frequente per cui un accredito già autorizzato resta fermo.

Esistono poi due varianti a seconda di chi incassa:

  • Pagamento a te. Ricevi la somma e decidi come impiegarla. È il caso del risarcimento per equivalente.
  • Pagamento diretto all’officina. La compagnia salda la fattura della carrozzeria, senza passaggio di denaro attraverso di te. È la modalità tipica quando la riparazione avviene in convenzione.

Il tempo tra l’accettazione e l’accredito dipende dalle procedure interne della compagnia e non è fissato da una norma generale. Se supera l’ordinario, chiedi per iscritto lo stato del mandato di pagamento e il numero di riferimento della pratica.

Se la proposta non ti convince

Puoi non accettarla. L’accettazione è un atto volontario e finché non la sottoscrivi la trattativa resta aperta.

Il modo utile di procedere è tecnico, non polemico:

  1. Chiedi il dettaglio analitico dell’importo, cioè come si compone tra manodopera, ricambi e materiali.
  2. Confrontalo voce per voce con il preventivo della tua officina.
  3. Isola le differenze reali: tempari applicati, ricambi originali o equivalenti, operazioni non conteggiate.
  4. Invia una comunicazione scritta con la documentazione a supporto, comprese le fotografie del danno.

Nessuno può garantirti che l’importo verrà rivisto. Quello che puoi fare è mettere sul tavolo elementi verificabili, che è la sola cosa che sposta una valutazione tecnica.

Nel merito, gli scarti ricorrenti sono quasi sempre gli stessi tre. Il tempario applicato, cioè i tempi standard di lavorazione, che possono differire tra edizioni o banche dati diverse. La scelta tra riparare e sostituire un componente, su cui due tecnici possono legittimamente non concordare. La tipologia di ricambio considerata, originale oppure equivalente, con listini che non coincidono.

Su ciascuno di questi punti si può portare un argomento verificabile: la fonte del tempario, le fotografie del componente che mostrano perché non è recuperabile, il codice del ricambio previsto dal costruttore. Una contestazione costruita così è tutt’altra cosa rispetto a una richiesta generica di aumento.

Le voci che spesso si dimenticano

Nel confronto tieni presente che alcune componenti del danno non riguardano la lamiera:

  • Il fermo tecnico, cioè il periodo in cui non puoi usare il veicolo. Ne parliamo nel dettaglio in danno da fermo tecnico auto.
  • Le operazioni accessorie come la taratura dei sensori e delle telecamere dopo interventi su paraurti o parabrezza.
  • I materiali di consumo e lo smaltimento, spesso calcolati a forfait.

La quietanza: cosa firmi quando accetti

Quando accetti la proposta ti viene chiesto di sottoscrivere un atto di quietanza. È il documento con cui dichiari di aver ricevuto la somma e di ritenerti soddisfatto per quel sinistro.

Leggilo prima di firmare, perché la formulazione conta. Le espressioni ricorrenti sono “a saldo e stralcio”, “a tacitazione di ogni pretesa”, “rinuncia a ogni ulteriore richiesta”: indicano che la partita si chiude lì, per tutte le voci di danno.

Prima di sottoscrivere, fermati su due punti:

  • Hai valutato tutte le voci? Danno al veicolo, fermo tecnico, eventuali spese documentate, danni alle cose trasportate. Quello che non chiedi prima della quietanza difficilmente lo recuperi dopo.
  • Sono emersi danni ulteriori durante lo smontaggio? È una situazione frequente. Vanno segnalati e documentati prima della chiusura, non dopo.

Esiste anche la quietanza parziale o con riserva, usata quando una parte del danno è ancora in corso di valutazione. Se ti trovi in quella condizione, chiedi esplicitamente che l’atto lo indichi.

I documenti che fanno correre la pratica

La velocità della liquidazione dipende molto da quanto è completo il fascicolo iniziale. Tieni pronti:

  • Modulo di constatazione amichevole, se compilato.
  • Documento di identità e patente dell’intestatario.
  • Carta di circolazione del veicolo.
  • IBAN dell’avente diritto.
  • Fotografie del danno e del contesto.
  • Preventivo dettagliato dell’officina.

Inviare tutto in una volta è la cosa più efficace che puoi fare per accorciare i tempi. Ogni integrazione richiesta a posteriori riapre il conteggio.

Un accorgimento pratico che vale più di molte telefonate: manda tutto con un mezzo che dia prova della ricezione e conserva la ricevuta. Se un termine viene superato, quella data è l’unico elemento che ti permette di dimostrarlo. Con una mail semplice, nella discussione successiva, si finisce sempre a discutere di quando è arrivata.

Numera anche gli allegati e richiamali nel corpo della comunicazione. Un fascicolo ordinato passa più velocemente le verifiche interne, ed è una cosa che dipende solo da te.

Come ti seguiamo noi

La gestione della pratica è parte del nostro lavoro da oltre trent’anni: apriamo il sinistro, teniamo i rapporti con il perito, prepariamo la documentazione fotografica e fatturiamo direttamente alla compagnia quando è previsto. Per te non è un servizio a pagamento.

Quando la liquidazione avviene con pagamento diretto all’officina, il vantaggio più concreto per te è che non devi anticipare nulla e non devi rincorrere un accredito: il rapporto economico corre tra noi e la compagnia. Se invece la somma viene versata a te, ti consegniamo comunque la documentazione completa dell’intervento, che ti serve sia per il controllo sia per un’eventuale rivendita del veicolo.

Nella sezione sinistri trovi tutti i passaggi che seguiamo. Se preferisci parlarne di persona, puoi fissare un appuntamento e portarci quello che hai: guardiamo insieme la documentazione e ti prepariamo un preventivo dettagliato.

Nota. I termini indicati sono quelli previsti dal D.Lgs. 209/2005 e possono variare in base alla tipologia di sinistro e alla completezza della richiesta. Questo articolo ha carattere informativo e non costituisce assistenza legale.

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